sabato 14 dicembre 2013

“Figlio mio”,

    Domanda: se puoi darmi “Figlio mio”, una risposta giusta. Fammela sentire ora e, non dirmi d'aspettare a domani. Quella potrebbe essere una giornata funesta per me, che ha assai più anni del nonno morto vestito.
“Figlio mio”, almeno una volta nella vita l’essere umano, é nel percorso del suo vissuto tra la via del sentito religioso e, il credere senza lì come e perché vive. Si capisce che la vita scende dal cielo. E 
Tu hai sicuramente fatto come il nonno padre di questo figlio che scrive a te il sentito dire: “Di aver scoperto l’acqua calda”che fare?”. La risposta sta nelle righe di queste poche e brevissime corte parole, solo Papà <Antonio> in questo momento ricorda Dario Fò. Lui può perché: provvede di farci vivere la magia “Nella domanda c’è la risposta” qual è meglio fascinare esibendo uno spettacolo naturale o mascherarci tutti e allegramente rallegrarci d’andare mascherato lanciando Pulcinella a Napoli! È una risposta pesante o una domanda fuori della stagione teatrale leggera? Mi dico: sì! Pesanti come mille pugni sulla bocca - dell’anima della gente. Incapace d’alzare l’anima leggera. Mette in ginocchio la pulce anziché l’elefante. Bene e, soprattutto se è papà che te le dice, ti aspetteresti, delle grazie. “A questo punto cosa fare?” mi domandi. Per fortuna (ma forse farei meglio a dire per disgrazia), chi ti parla le conosce bene queste “maschere”. Ne ha passate di recite vestite nella notte dei loro morti! Dirti di fare teatro. Non farlo per se stesso e, niente sarebbe la cosa più facile. Di certo non la più giusta. Lo stesso discorso vale se ti dico di continuare a fare quello che esterni a parole come se niente fosse. La cosa più sensata da fare in questi momenti è: fermarsi un attimo in un angolo a pensare. Capire cosa siamo… cosa vogliamo… e perché? Di qui, se ci piacciamo e crediamo in quello che facciamo, conta, naturalmente! Soprattutto se lo facciamo senza interessi.
Andiamo a scrivere: se così non fosse dovrebbero dare ragione a chi pensa che “nessuno fa niente per nulla”) Bisognerebbero inventarsele nuove maschere da trattenere il guadagno che è di religione non per il sentito ricordo, ma per il fascino seguito tra il niente e, allora nulla fate, cerca di controllare. Non c’è al mondo chi ci può fermare. Forse chi lo dice non ci pensa o, peggio ancora, non ha cervello per pensare. La gente è così cosa gli possiamo fare? La possiamo uccidere? No! La bocca è fatta per parlare. È meglio perdonare. L’ha detto anche Gesù inchiodato sulla croce. È diverso, però, se a dirlo è papà. Vuol affermare che quel darsi anima e corpo agli altri senza risparmiarsi, alla fine, senza volerlo lo fanno pagare anche a loro. Ti racconto una storiella che calza a pennello, l’ho letto sullo stato quotidiano o un altro giornale locale non ricorda molto bene, ma di una cosa è certo la storia è propria questa. Stavamo facendo nella sagrestia della chiesa Croce un Seminario intitolato: Amore e sessualità. Come in tutti i seminari ognuno diceva la sua. Ad un certo punto si alza una donna e dice al parroco che stava parlando: “Don Mario, diglielo tu a questo (questo era il marito) che per un mese non mi deve “stuzzicare” perché ho fatto il fioretto alla Madonna”. Don Mario (chi lo conosceva può immaginare la scena): “Ah, sì? Mannaggia a te, ma ti sembra giusto? Tu hai fatto il fioretto e tuo marito deve fare la penitenza?”. Non farmi andare più avanti, penso che tu abbia capito e anche perché non posso andare per le lunghe. Mi è rimasto giusto lo spazio per un consiglio. Tu continui o non ricordati una cosa: se vuoi andare d’accordo con il mondo assicurati che testa e cuore vada sempre a braccetto. Non è così, se uno dei due va avanti, non ci sono speranze, alla fine qualche bocca parlerà. Lo diceva anche una canzone che ho sentito stamattina alla radio: “Se vuoi vivere bene, ti devi adattare; se vuoi fare il forte, poi non ti lamentare.


testimonianza vissuta

    Secondo la mia personale testimonianza vissuta tra la vita e a morte succede almeno nella teoria fisiologica dei pazienti d’avere una volta vicino il passaggio alla nuova vita quest’esperienza fatta d’indagine ha portato me a scrivere la verità dovuta all’immortale spirito divino. Avere un’esperienza personale dove t’accorgi dell’assoluto richiamo attirata dal mondo in “Solo Voce”  senti nell’anima il ricordo dove il corpo naturale è clinicamente morto a causa di anossia del cervello provocata da insufficiente circolazione sanguigna, e riferisco nella mia persona d’essere la parte del più ignorante capo umano in questa scritta che ricorda così.
La spiegazione è quella psicologica: la vedi anche tu così? Bene, allora scriviamo che cosa ha causato in me non voler attraversare l’altra parte del giardino. Vale a ricordare l’altro mondo, chiamato da me “ETNAGIGANTE. E’ un mondo in “Solo Voce”. Pensate come io rifletto nelle parole che scrive oggi con la stessa intensità e, simile alla paura della morte. Ricordi e non indagine trascritte da pazienti come l’autore afferma ai simili malati di cuore nel reparto di cardiologia. Persone cardiopatiche tuttora come i dottori increduli che nel riferire d’aver avuto paura della morte nei secondi precedenti l'arresto cardiaco: tutto era accaduto così improvvisamente che non si erano neanche resi conto di cosa stava loro succedendo. Tuttavia io racconto che cominciavo a non vedere più e che i miei occhi se pur erano aperti nessuna luce l’attraversava davanti, solo ombre e voce che ebbi paura? Non lo so! Di una cosa Antonio è certo: Non passarono neppure pochi minuti e vidi io il Neurologo davanti agli occhi. Gli stessi occhi che non volevano sapere della luce, ma l’anima parlava riferendo la stranezza che provava sentendo da subito s’anche ci fosse stato il trattamento medico mi portarono subito con urgenza in sala d’animazione e non fece alcuna differenza perché mi ripararono la valvola mitrale. Finito d’intervenire sul cuore, mi portarono sopra la sala d’animazione. Nelle carte quello che adesso scrivo non c’è, ma ricordo che l’anestesista, che mi ha addormentato nel primo intervento stava visitando i malati in sala d’animazione. M’è bastato poco per capire l’urgenza che ha colpito il mio cuore e lui l’anestesista con tutto il suo coraggio e senza il neuro della cardiologia interveniva urgentemente riaprendomi e anestetizzando solo la parte del petto scucendo e aprendo mi faceva una grossa siringa con ago molto lungo quasi 10,15 cm. Una puntura da toccare l’osso della spalla. Non è stato sufficiente e così nel vedere il Dottor Carbone che mi ha operato mi hanno riportato giù in sala per operare di nuovo sul cuore che non voleva sapere di battere bene il sangue si coagulava ed io avevo sensazioni di vomito e pensavo sempre all’ultima mela che avevo mangiato dopo essere sceso nel secondo giorno dall’animazione al terzo piano di cardiologia.   
Di qui ci colloquiamo a quelle parole sviste e intraviste dalla mia luce che oggi acceca la testimonianza perché sembra scritta per gli increduli. Mi trovo ormai da 16giorni in sala d’animazione. Il mio corpo non ha più la forza per continuare a vivere orizzontalmente appaio ai miei occhi e ai sensi sintomo di morte celebrale, ma una cosa succede vedo il mio corpo nel letto con tanti fili legati al collo e al petto all’improvviso dei richiami sovraumani m’attirano a loro e vedo solo due teste umani legati a corpi disumani entrambi  stanno ai lati della sbarra come quelle che usiamo noi da cancelli visti per entrare ed uscire da un confine di proprietà. Mi chiamano invitandomi ad entrare nel mondo in “Solo Voce”, L’ETNAGIGANTE m’aspetta ma quanto più m’avvicino m’accorgo che dentro quei confini ci sono solo corpi d’animali non mi somigliavano per niente nulla era di umano che poteva somigliare al corpo lasciato in sala d’animazione e quell’animo era la mia anima smorta.

Scrivo a voi, ma lo faccio per te incredulo corpo di donna d’uomo. Solo tu puoi capire oggi volendo vivere il meglio della vita non bisogna mai dimenticare il vissuto ed è proprio quello che sto cercando di affermare nei suoi valori umani e disumani con dolore e gioie nello stesso tempo che scrive la verità di questa indimenticabile testimonianza vissuta a fianco la morte che non c’è modo di vedersi morire del tutto l’ombra t’appare e tu ricominci a vedere anche senza quella luce che nessuno spegnerà mai il sole è la nostra energia di vita la morte non centra ma ci sta quando nasciamo perché s’attacca per paura della vita in assoluta anima di Dio. La vita scende dal cielo e il nascituro dal ventre della donna. Che a sua volta smuove la materia per lasciare entrare la vita che penetra come l'acqua in ogni sua fessura che si trova nell'universo e mondo dell'uomo.

Polisemia paziente lo posso affermare



    Oggi io posso affermare come  il malato da immaginare con pazienza e parola polisemia di paziente che ha vissuto l’esperienza riferita e scritta con strampalati pensieri che ha avuto veramente questo stato d’animo e d’essersi ritrovato in uno stato di consapevolezza molto chiara nel quale le funzioni cognitive, le emozioni, il senso di identità ed i ricordi fin dalla prima infanzia erano presenti, così come la percezione da una posizione esterna ed al di sopra del loro corpo "morto". Sulla base della mia testimonianza affermo che nel mio caso ho potuto essere io il verificatore, della testimonianza scritta che storia vera riportata con semplicità e concetti comprensibili alla nostra portata culturale e di studi elementari da vedere per capire qualsiasi indagine, avvenuto e chiusa dopo essere stata aperta semplicemente per verifica e, sappiamo che i fatti accadutomi hanno avuto luogo non durante l’operazione ma nello stato di coscienza totale, e durante i momenti di questo periodo scritto che si capisce non voleva morire l’anima mia.

non è una storia”:

   “Oggi ho letto una pagina di sogno simile a questa… che l’anima sincera Vi scrive…non è una storia”:
Ciao Gessica salutami Luigi e convincilo di leggere questa lettera d’appoggio sincero per la congiunzione dei tre puntini…”, poiché mi ha fatto credere che ogni figlia d’uomo, donna in questo mondo non è meno di un cane o di una cagna senza cuccia e la sua razza domani sarà in giro per la casa e per il perdono. Per un dono sincero. Antonio è sicuro, di dare "coraggio", sempre a, chi vive momenti come questi. Davvero clamoroso questi giovani. Hanno, loro il “diritto” d’aver paura e, di pensare. Alla meglio, della loro vita. Io scrivo: i giovani impegnati in questo progetto vivono prima del sentito religioso. Credono di poter dire ai loro genitori di più, ma non è così che Dio comanda”. Chi di loro clamorosi e simili genitori ti richiameranno per affermare la domanda? La casa falla comprare agli stupidi tu pensi a vivere senza riflettere del vestito o della rendita sicura, che di certezza non c’è niente, in questa vita, solo pesanti sacrifici come l’angoscia. Qual pesa in alto al petto; ed é pesante come un macigno che ti rotola dentro il 25esimo giorni dell’anno e non del mese che è troppo e in più ti lasciano liberamente pensare, quando la rata del mutuo arriva alla fine della scadenza e, Tu non sai se puoi pagarla! “A questo punto cosa fare?”ti togli la vita e la fai finita per quest’anno o aspetti realizzando la domanda, cui ti porta l’anima in ansia e, che: ti riguarda solo la risposta. Per fortuna (ma forse farei meglio a dire per disgrazia), chi ti parla le conosce bene queste “cose”. Ne ha passate di notti con loro! Dirti di non comprarti la casa e togliere la cuccia ai cani che pur hanno come tutte le creature di Dio, il sacro diritto di dimora in questo pianeta chiamata terra dell’uomo è un fatto umanitario ma soprattutto di sopravvivenza comune perciò non facciamo più niente é la cosa più facile, sì, ma di certo non la più giusta. La cosa più sensata da fare in questi momenti è: fermarsi un attimo in un angolo a pensare. Capire cosa siamo… cosa vogliamo… e perché?  La bocca è fatta per parlare. È meglio perdonare. L’ha detto anche Gesù inchiodato sulla croce. Fin qui figlio mio ti devi adattare; se vuoi fare il padrone di casa diventando proprietario dell’immobile comprato non ti devi abbattere né lamentare perché sopra il cotto va sempre l’acqua bollita, questo é il dottorino di Tonino non si stanca mai di copiare le cose che più l’aggradano e li piacciono perciò acqua in bocca e mettici il sale perché il conto del costo è sempre più salato per chi li paga e non inventare l’acqua calda perché Dario Fò ci porta quest’anno pulcinella a Napoli!

    Per mia cultura io non convengo allo sconforto, ma convinco i forti come te e Gessica mania di farcela sempre soffrendo e nascondendo dolori quando non ci sono mali da curare.
   Ben venga il dolore, la sofferenza basta che i progetti dei giovani si realizzano appieno consenso di Dio e dei genitori perché è di loro la saggezza nella parola del figlio o di un cane come me. Che fedelmente ha capito del suo padrone il quale ci ha dato di proposito la sofferenza per capire meglio come si può aiutare con la parola e senza pagare niente il malato che ha dolore e sofferenza come il soggetto stesso scrive...

    Di così la casa ha un altro spazio nei pensieri dimorati a far riflettere il meglio che basta pensare a chi non c’è l’ha! L’occasione prossima di una donna d’uomo.
    Un cane padre e di natura buono, con la madre dei suoi figli non dovrebbe mai sopravvivere alla morte della propria famiglia ovvero i genitori che perdono il prestigio con la consapevolezza d’essere troppo deprezzato meglio fa se scompaiono dalla faccia della terra e così via si scrive il nulla sul niente costruito col matrimonio senza il sentito amore per la croce.


    Ho apprezzato il vicino passaggio tra la vita e l’altra che non muore mai; posso testimoniare che attraversando il corpo dell’anima mia mi sono trovato in un’aperta luce che portava a vedere me lo spirito di come miglior corpo scrive oggi - l’altro che è appartenuto a questo naturale scritto senza cambiare l’idea stessa della vita.

ciò che non è utile è inutile.14.12.2013

Un santo che non conosce se stesso e non sa il proprio  nome perché gli sfugge all’anima il momento della sicura parola che cura lo spirito - meglio fa a sperimentare i personali scritti probabili! Perché: ciò che non è utile è inutile.

    Nella Testimonianza d’Antonio (autore)  meglio se si muore da vecchio di morte naturale, che essere ricordato da quelle anime che vivono solo nel mondo in “Solo Voce”. Così vuole l’ETNAGIGANTE, lo spirito che non si vedrà mai come ha fatto l’epitaffista di questa testimonianza sincera e bugiarda che solo gli eroi in visione dell’immortalità s’interrogano no?

    Da subito voglio scrivere l'appassionata vita perduta per colpa del mio operato che, trovo e ritengo d’essere la parte dell'autore Antonio Tomaiuolo. A conferma degli scritti da me conservati e raccontati da scopiazzante anima d’epitaffio a ritrovamento mio personale come identità ritrovata.
    Ricominciando a leggere alcuni miei scritti ritrovati in lettere scopiazzate e datate intorno al 2.000 secolo d.C. l’anima mia commenta il riassuntivo dell’appassionata notizia cauta dall’intervento chirurgico al cuore. Un intervento a cuore aperto e, concordo in pieno l'importanza dell’operazione ben riuscita a certezza che oggi l’autore è qui a scrivere della sua convinzione. Una convinzione dell’anima che non si vedrà mai morta e, collegando tutto al naturale lo spirito lascia il corpo per prendere la via per quel mondo chiamato d’Antonio Tomaiuolo ETNAGIGANTE. Mondo in “Solo Voce”. Sottolineando l'attendibilità in questa testimonianza che scrive a poemi in genere. Gli umani, che varie volte nel corso della storia si sono costruiti ascendenze ammantate di divinità o portatrici di doti altissime, possono avere più fiducia in se stessi, perché uno che testimonia la loro immortalità dev’essere meno fiaba e più uomo vero. La testimonianza si riferisce alla mia vita vissuta fuori dal corpo naturale per un periodo consumato a tratto dentro l’ospedale s:MARIA e ricoverato con diagnosi di: cardiopatia congenita e valvola-re: difetto interatriale tipo ostium primum sottoposto il 26.05.2008 a correzione chirurgica + plastica valvola mitrale.. Non è falso l’autore,ma non ricorda mai tutta la verità, di conseguenza Antonio è una persona della memoria corta. Detto questo ricorda che non è l’indovino di turno e scrive solo quello che ha vissuto veramente e che ha ancora nei suoi ricordi, e della vita spirituale vissuta e che vive tuttora nello stesso corpo naturale di quando è successo che ha lasciato l’anima naturale per andare verso il mondo in direzione dell’ETNAGIGANTE.

In “Solo Voce” la mia anima non s’è sentita bene non era tra i corpi naturali simili uguali all’uomo di dio. Donna d’uomo che mi ha fatto capire che era meglio restare sulla terra consultando l’anima spirituale del San Dio di lassù per non vivere nell’ombra consigliata dalle due teste umane e corpi d’animali a me sconosciuti. Non avevo mai visto corpi di simile proporzioni. Sproporzionati, piccoli e per niente simile alla nostra normale statura “quasi netti ai nani”. Non ho voluto fare l'eroe e perciò sarà stata paura coraggio questo io non lo so ma di una cosa sono certo nessuno si ricorderà più di me neanche se già vive scrivendo le sue descrizioni incapace di disegnarle le varie figura anagogiche ed eroiche di entrambe le teste e corpi figurative, possiamo trovare intrinseco l'aspetto che appunto differenzia i corpi seduti di fianco alla destra e sinistra della stecca di ferro lunga quanto un cancello normale ha! Per dividere la parte esterna per quell’interna e di proprietà che lo scritto vuole rappresentare perfettamente i canoni del mondo in “Solo Voce”. Anima trascritta a parola palindroma ETNAGIGANTE. In altre parole la via per essere ricordato nell'eternità. Una strada maestra per lo spirito che conduce l’anima a non morire mai. Deve attraversare la sbarra ed entrando mischiarsi tra i miglia-i di corpi sconosciuti. Non c’è uno simile al tuo naturale corpo e questo fa orrore ai sensi della nostra civiltà e vita da vincere la morte. Morire per misurare la verità che scrive del momento propizio a vincerla... il valore si misura in questo mondo credendo di non morire mai solo così sì può raggiungere il posto della via che conduce All’ETNAGIGANTE.  Io non mi sento ancora di fare l'eroe. La mia intelligenza vuole che sta nella persona tutta l’intelletto... credendo sia per questo naturale corpo che l’anima vive sotto l’aspetto umano e di somiglianza tale da rispondere al creatore con fede dichiarandosi pauroso e coraggioso nel momento di combattere la morte legata alla vita nel mondo in “Solo Voce”!