“Oggi
ho letto una pagina di sogno simile a questa… che l’anima sincera Vi scrive…non
è una storia”:
“Ciao Gessica salutami Luigi e convincilo di
leggere questa lettera d’appoggio sincero per la congiunzione dei tre puntini…”,
poiché mi ha fatto credere che ogni figlia d’uomo, donna in questo mondo non è
meno di un cane o di una cagna senza cuccia e la sua razza domani sarà in giro
per la casa e per il perdono. Per un dono sincero. Antonio è sicuro, di dare "coraggio",
sempre a, chi vive momenti come questi. Davvero clamoroso questi giovani. Hanno,
loro il “diritto” d’aver paura e, di pensare. Alla meglio, della loro vita. Io
scrivo: i giovani impegnati in questo progetto vivono prima del sentito religioso.
Credono di poter dire ai loro genitori di più, ma non è così che Dio comanda”. Chi
di loro clamorosi e simili genitori ti richiameranno per affermare la domanda? La
casa falla comprare agli stupidi tu pensi a vivere senza riflettere del vestito
o della rendita sicura, che di certezza non c’è niente, in questa vita, solo
pesanti sacrifici come l’angoscia. Qual pesa in alto al petto; ed é pesante
come un macigno che ti rotola dentro il 25esimo giorni dell’anno e non del mese
che è troppo e in più ti lasciano liberamente pensare, quando la rata del mutuo
arriva alla fine della scadenza e, Tu non sai se puoi pagarla! “A questo punto
cosa fare?”ti togli la vita e la fai finita per quest’anno o aspetti
realizzando la domanda, cui ti porta l’anima in ansia e, che: ti riguarda solo
la risposta. Per fortuna (ma forse farei meglio a dire per disgrazia), chi ti
parla le conosce bene queste “cose”. Ne ha passate di notti con loro! Dirti di
non comprarti la casa e togliere la cuccia ai cani che pur hanno come tutte le
creature di Dio, il sacro diritto di dimora in questo pianeta chiamata terra
dell’uomo è un fatto umanitario ma soprattutto di sopravvivenza comune perciò
non facciamo più niente é la cosa più facile, sì, ma di certo non la più
giusta. La cosa più sensata da fare in questi momenti è: fermarsi un attimo in
un angolo a pensare. Capire cosa siamo… cosa vogliamo… e perché? La bocca è fatta per parlare. È meglio
perdonare. L’ha detto anche Gesù inchiodato sulla croce. Fin qui figlio mio ti
devi adattare; se vuoi fare il padrone di casa diventando proprietario
dell’immobile comprato non ti devi abbattere né lamentare
perché sopra il cotto va sempre l’acqua bollita, questo é il dottorino di
Tonino non si stanca mai di copiare le cose che più l’aggradano e li piacciono
perciò acqua in bocca e mettici il sale perché il conto del costo è sempre più
salato per chi li paga e non inventare l’acqua calda perché Dario Fò ci porta
quest’anno pulcinella a Napoli!
Per mia cultura io non
convengo allo sconforto, ma convinco i forti come te e Gessica mania di farcela
sempre soffrendo e nascondendo dolori quando non ci sono mali da curare.
Ben venga il dolore, la
sofferenza basta che i progetti dei giovani si realizzano appieno consenso di
Dio e dei genitori perché è di loro la saggezza nella parola del figlio o di un
cane come me. Che fedelmente ha capito del suo padrone il quale ci ha dato di proposito la sofferenza per capire meglio come si può aiutare con la parola e senza pagare niente il malato che ha dolore e sofferenza come il soggetto stesso scrive...
Di così la casa ha un altro
spazio nei pensieri dimorati a far riflettere il meglio che basta pensare a chi
non c’è l’ha! L’occasione prossima di una donna d’uomo.
Un cane padre e di natura buono,
con la madre dei suoi figli non dovrebbe mai sopravvivere alla morte della
propria famiglia ovvero i genitori che perdono il prestigio con la
consapevolezza d’essere troppo deprezzato meglio fa se scompaiono dalla faccia
della terra e così via si scrive il nulla sul niente costruito col matrimonio
senza il sentito amore per la croce.
Ho apprezzato il
vicino passaggio tra la vita e l’altra che non muore mai; posso testimoniare
che attraversando il corpo dell’anima mia mi sono trovato in un’aperta luce che
portava a vedere me lo spirito di come miglior corpo scrive oggi - l’altro che è
appartenuto a questo naturale scritto senza cambiare l’idea stessa della vita.
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