sabato 14 dicembre 2013

testimonianza vissuta

    Secondo la mia personale testimonianza vissuta tra la vita e a morte succede almeno nella teoria fisiologica dei pazienti d’avere una volta vicino il passaggio alla nuova vita quest’esperienza fatta d’indagine ha portato me a scrivere la verità dovuta all’immortale spirito divino. Avere un’esperienza personale dove t’accorgi dell’assoluto richiamo attirata dal mondo in “Solo Voce”  senti nell’anima il ricordo dove il corpo naturale è clinicamente morto a causa di anossia del cervello provocata da insufficiente circolazione sanguigna, e riferisco nella mia persona d’essere la parte del più ignorante capo umano in questa scritta che ricorda così.
La spiegazione è quella psicologica: la vedi anche tu così? Bene, allora scriviamo che cosa ha causato in me non voler attraversare l’altra parte del giardino. Vale a ricordare l’altro mondo, chiamato da me “ETNAGIGANTE. E’ un mondo in “Solo Voce”. Pensate come io rifletto nelle parole che scrive oggi con la stessa intensità e, simile alla paura della morte. Ricordi e non indagine trascritte da pazienti come l’autore afferma ai simili malati di cuore nel reparto di cardiologia. Persone cardiopatiche tuttora come i dottori increduli che nel riferire d’aver avuto paura della morte nei secondi precedenti l'arresto cardiaco: tutto era accaduto così improvvisamente che non si erano neanche resi conto di cosa stava loro succedendo. Tuttavia io racconto che cominciavo a non vedere più e che i miei occhi se pur erano aperti nessuna luce l’attraversava davanti, solo ombre e voce che ebbi paura? Non lo so! Di una cosa Antonio è certo: Non passarono neppure pochi minuti e vidi io il Neurologo davanti agli occhi. Gli stessi occhi che non volevano sapere della luce, ma l’anima parlava riferendo la stranezza che provava sentendo da subito s’anche ci fosse stato il trattamento medico mi portarono subito con urgenza in sala d’animazione e non fece alcuna differenza perché mi ripararono la valvola mitrale. Finito d’intervenire sul cuore, mi portarono sopra la sala d’animazione. Nelle carte quello che adesso scrivo non c’è, ma ricordo che l’anestesista, che mi ha addormentato nel primo intervento stava visitando i malati in sala d’animazione. M’è bastato poco per capire l’urgenza che ha colpito il mio cuore e lui l’anestesista con tutto il suo coraggio e senza il neuro della cardiologia interveniva urgentemente riaprendomi e anestetizzando solo la parte del petto scucendo e aprendo mi faceva una grossa siringa con ago molto lungo quasi 10,15 cm. Una puntura da toccare l’osso della spalla. Non è stato sufficiente e così nel vedere il Dottor Carbone che mi ha operato mi hanno riportato giù in sala per operare di nuovo sul cuore che non voleva sapere di battere bene il sangue si coagulava ed io avevo sensazioni di vomito e pensavo sempre all’ultima mela che avevo mangiato dopo essere sceso nel secondo giorno dall’animazione al terzo piano di cardiologia.   
Di qui ci colloquiamo a quelle parole sviste e intraviste dalla mia luce che oggi acceca la testimonianza perché sembra scritta per gli increduli. Mi trovo ormai da 16giorni in sala d’animazione. Il mio corpo non ha più la forza per continuare a vivere orizzontalmente appaio ai miei occhi e ai sensi sintomo di morte celebrale, ma una cosa succede vedo il mio corpo nel letto con tanti fili legati al collo e al petto all’improvviso dei richiami sovraumani m’attirano a loro e vedo solo due teste umani legati a corpi disumani entrambi  stanno ai lati della sbarra come quelle che usiamo noi da cancelli visti per entrare ed uscire da un confine di proprietà. Mi chiamano invitandomi ad entrare nel mondo in “Solo Voce”, L’ETNAGIGANTE m’aspetta ma quanto più m’avvicino m’accorgo che dentro quei confini ci sono solo corpi d’animali non mi somigliavano per niente nulla era di umano che poteva somigliare al corpo lasciato in sala d’animazione e quell’animo era la mia anima smorta.

Scrivo a voi, ma lo faccio per te incredulo corpo di donna d’uomo. Solo tu puoi capire oggi volendo vivere il meglio della vita non bisogna mai dimenticare il vissuto ed è proprio quello che sto cercando di affermare nei suoi valori umani e disumani con dolore e gioie nello stesso tempo che scrive la verità di questa indimenticabile testimonianza vissuta a fianco la morte che non c’è modo di vedersi morire del tutto l’ombra t’appare e tu ricominci a vedere anche senza quella luce che nessuno spegnerà mai il sole è la nostra energia di vita la morte non centra ma ci sta quando nasciamo perché s’attacca per paura della vita in assoluta anima di Dio. La vita scende dal cielo e il nascituro dal ventre della donna. Che a sua volta smuove la materia per lasciare entrare la vita che penetra come l'acqua in ogni sua fessura che si trova nell'universo e mondo dell'uomo.

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